Gustare in modo sostenibile
Miele bio: come il nettare si trasforma in miele Gemma
Il miele bio si differenzia da quello convenzionale per l’ubicazione delle arnie e il nutrimento per l’inverno. A Sementina, presso Bellinzona, Rosanna Taminelli gestisce l’azienda apistica bio AmorApis, una delle circa 220 realtà Gemma di questo tipo presenti in Svizzera. L’azienda possiede un centinaio di arnie, con cui produce circa 2’000 chilogrammi di miele Gemma all’anno.

Panoramica dei contenuti del blog
Le temperature torride dell’estate 2026 hanno messo a dura prova sia le api sia gli apicoltori. Raccogliere miele quando fa molto caldo è un lavoro duro: quando sono pieni, i melari possono raggiungere i 15 chilogrammi. «È un peso non indifferente da trasportare», afferma ridendo Rosanna Taminelli, che a metà luglio 2026 ha iniziato la raccolta estiva del miele.
Alcune delle sue arnie non sono raggiungibili con il furgone: si trovano a Curzutt, un maggengo sopra a Monte Carasso, in una zona accessibile solo a piedi o con la funivia.
Il miele bio è richiesto
Con Rosanna (40 anni, ticinese), AmorApis è ormai giunta alla quarta generazione. Il bisnonno Mario, macchinista della Ferrovia del Gottardo, allestì le prime arnie nel lontano 1915. Seguirono le sue orme il nonno Giuseppe e il padre Fausto, che nel 2017 ha ceduto l’azienda a Rosanna. Oltre all’apprendistato in disegno edile, Rosanna ha conseguito anche un diploma cantonale di apicoltrice presso la scuola agricola di Coldrerio-Mezzana e oggi si dedica interamente alla produzione di miele.
Dal 2010 i suoi prodotti sono certificati Bio Suisse. «Per me è molto importante che la gestione sia sostenibile», afferma Taminelli, che racconta come il miele bio sia molto richiesto dai clienti.
AmorApis in cifre
- Circa 100 arnie a Camorino, Sementina, Malvaglia (Valle di Blenio) e in Val Canaria a 1’600 metri
- Circa 50’000 api per colonia, per un totale di circa cinque milioni di api
- Circa 2’000 chilogrammi di miele bio all’anno
- Due raccolte ogni anno: in primavera e in estate
Nel 2026 sono state collocate per la prima volta delle arnie in Val Canaria sopra Airolo, a 1’600 metri di altitudine, per la produzione di miele di fiori alpini. A Curzutt Taminelli raccoglie il miele di bosco: un prodotto scuro e intenso che non si ottiene dal nettare dei fiori, ma dalla melata, la secrezione degli afidi.
Il miele viene venduto ai grossisti in vasetto o in secchio. In autunno Taminelli è presente in prima persona nei mercati: «Lo faccio molto volentieri, perché così posso parlare direttamente con i clienti.» Anche su Biomondo è disponibile il miele biologico di Amor Apis.
Cosa significa miele bio?
Il miele bio è prodotto da aziende apistiche che operano secondo le direttive di un’organizzazione bio. Per la Gemma di Bio Suisse si applicano tra gli altri i seguenti criteri:
- Ubicazione: le arnie si trovano su superfici ecologiche e bio e devono essere sufficientemente lontane da eventuali fonti di inquinamento.
- Prodotti ammessi: per combattere la varroa nonché per la pulizia e la disinfezione possono essere utilizzati solo prodotti ammessi nell’agricoltura biologica.
- Dimora delle api: le arnie sono costituite principalmente da materiale naturale. Alcuni accessori possono essere anche in plastica per alimenti.
- Nutrimento: in inverno è consentito integrare il nutrimento solo con zucchero bio.
Il processo di produzione in sé non differisce da quello del miele convenzionale.
Come viene prodotto il miele bio?
La produzione inizia osservando le infiorescenze intorno alle arnie, ad esempio in acacie, castagni e alberi da frutto. La collina vicino a Sementina è piena di castagni, mentre a Camorino prevale il tiglio.
L’arnia è composta da più parti sovrapposte: in fondo c’è l’incubatrice, il nido per la deposizione delle uova della regina. Sopra vengono collocati fino a cinque melari. Una griglia intermedia impedisce alla regina di spostarsi nei melari.
Le api percorrono fino a tre chilometri, raccolgono il nettare e lo trasportano nella borsa melaria. Nell’arnia lo arricchiscono con enzimi autoprodotti, che scindono il saccarosio in glucosio e fruttosio. In seguito immagazzinano il liquido nei favi e ne favoriscono la deidratazione sbattendo energicamente le ali. Dal nettare prende forma il miele, che è in realtà una riserva di nutrimento per la colonia di api. «Noi beneficiamo dell’eccedenza», dice Taminelli.
Quand’è che il miele è pronto per la raccolta?
Sono decisivi due criteri:
Opercolatura: se sopra ai favi si è formato uno strato sottile di cera, il miele è pronto per la raccolta.
Contenuto di acqua: viene misurato con un rifrattometro, lo stesso strumento utilizzato dai viticoltori per determinare il grado Oechsle dell’uva. «Il contenuto di acqua dovrebbe essere compreso tra il 16,5 % e un massimo del 18 %», afferma Taminelli.
La raccolta del miele in cinque fasi
- Prelievo dei favi: i favi maturi vengono estratti dall’arnia e liberati dalle api, ad esempio utilizzando un soffiatore.
- Disopercolatura: è una fase che consiste nel rimuovere il sottile strato di cera che si è formato sopra le celle. Da AmorApis questa procedura viene svolta da una macchina con due lame sottili. Il lavoro di rifinitura viene fatto a mano con un’apposita forchetta. Un’attività appiccicosa.
- Centrifugazione: il rapido movimento rotatorio dello smielatore estrae il miele dal favo. Il processo avviene a freddo.
- Filtrazione: il miele liquido confluisce in un recipiente e viene filtrato.
- Invasettamento: alla fine il miele viene confezionato in vasetti o secchi.
Taminelli fa controllare i prodotti finali, come il miele di castagno e di fiori di tiglio, presso il Biologisches Institut für Pollenanalyse di Berna (BIP): «Così so esattamente cosa posso scrivere sull’etichetta». Una garanzia anche per i clienti.
L’impatto del clima e della varroa sulla raccolta del miele in Svizzera
Non tutte le stagioni sono uguali. Il calo delle popolazioni di api, ad esempio a causa di un parassita chiamato varroa, è stato notato anche dall’apicoltrice ticinese, che nel giardino di Sementina ha creato un proprio allevamento di api regine. Nel 2025 la produzione di miele di AmorApis è stata del 30 % inferiore a quella del 2024. Questa tendenza non continua nella stagione 2026: «Sembra molto buona», afferma felice l’apicoltrice bio.
16.8.2026



